
Il Game Boy Museum si definisce un museo online, ma la parola “online” è quasi fuorviante. Dietro il sito web c’è una vera e propria collezione fisica: oltre 330 oggetti reali legati all’originale Nintendo Game Boy, il DMG-01 grigio del 1989, raccolti in oltre 25 anni e accuratamente preservati per i posteri. Il sito web rende semplicemente visibile questa collezione, fotografata, descritta e catalogata pezzo per pezzo.
L’intero ecosistema, non solo la console
La vera spinta dietro al museo è un’idea più ampia: non accumulare singoli tesori, ma preservare l’intero ecosistema del DMG-01. Questo include le console e le loro innumerevoli varianti di colore e regionali, così come gli accessori, le periferiche, i giochi, le confezioni, le pubblicazioni ufficiali e persino il merchandising più curioso. Niente è troppo piccolo o troppo banale, perché solo il quadro generale racconta come questa console portatile abbia conquistato il mondo.
L’obiettivo alla base è volutamente ambizioso: diventare il database di conoscenze più grande e completo sull’originale Game Boy. Un luogo in cui, un giorno, convergerà tutto ciò che c’è da sapere sul DMG-01.

Perché ogni pezzo conta nella sua forma originale
Il fatto che la collezione si concentri così coerentemente sulla confezione originale e sulle condizioni di completezza ha un motivo semplice: la scatola fa parte della storia. Rivela la regione, l’anno e il mercato per cui Nintendo ha costruito un dispositivo, e cattura il momento in cui l’oggetto si trovava nuovo di zecca sullo scaffale. Un Game Boy da solo racconta mezza storia, un set completo la racconta tutta.
E questa condizione è transitoria. Il cartone ingiallisce, le pellicole protettive diventano fragili, i manuali vanno persi e molto è stato semplicemente buttato via nel corso dei decenni. Chiunque oggi mantenga queste cose completamente intatte salva un pezzo di cultura quotidiana che altrimenti scomparirebbe silenziosamente, e lo preserva per le generazioni che altrimenti conoscerebbero il Game Boy solo attraverso i racconti.
Più che foto: la sensazione di gioco di allora
Tuttavia, preservare qui significa molto più che un semplice immagazzinamento. Per ogni area della collezione vengono creati ampi articoli di giornale e serie fotografiche dettagliate, che vanno ben oltre una semplice voce di catalogo. Raccontano le storie dietro gli oggetti, i retroscena e le curiosità, lo stile di vita dei primi anni Novanta, e rendono tangibile la sensazione di giocare su quel piccolo schermo verde a quei tempi.
È così che l’hardware diventa conoscenza. Se GamePlaza rende la sensazione di gioco un’esperienza immediata, il Game Boy Museum la cattura in parole e immagini in modo che non scompaia con la vecchia tecnologia, ma rimanga leggibile.

Prima gioca, poi immergiti
Il modo migliore per vivere la storia dei videogiochi è quindi duplice. Al GamePlaza diventa tangibile in modo giocoso e diretto. Chi in seguito desidera immergersi più a fondo nella storia del Game Boy originale troverà l’intera collezione insieme al giornale su gameboymuseum.com, oggetto per oggetto e storia per storia.
Zurigo ha quindi due punti di riferimento per tutti coloro che amano il retro-gaming: uno per giocare e uno per preservare. E questo è solo l’inizio.
Game Boy Museum – gameboymuseum.com

